Recupero anni scolastici Torino prezzi

Non solo promossi o bocciati a fine anno c’è anche il Recupero anni scolastici Torino prezzi: c’è chi vive un vero incubo durante l’estate, e sono gli studenti che devono fare il Recupero anni scolastici Torino prezzi. Significa che ci sono debiti scolastici, o formativi, da recuperare, prima di stabilire se potrai frequentare l’anno successivo. I genitori possono decidere di organizzarsi privatamente per il recupero degli studenti affidandosi all’Istituto Impariamo, ma devono comunicarlo alla scuola. Rimane comunque obbligatorio effettuare la verifica.Ma cosa succede nel dettaglio quando si viene “rimandati a settembre” e cosa vuol dire aver preso un debito scolastico o più nella pagella di metà anno?

Come avviene il recupero? Come si decide chi avrà il debito scolastico? E come funziona l’esame di verifica? A tutto questo risponde l’ Ordinanza Ministeriale n. 92 del 2007.

Hai accumulato alcune insufficienze durante il primo quadrimestre? Allora probabilmente hai un debito scolastico, o formativo, agli scrutini di metà anno. A quel punto la tua scuola avrà organizzato i corsi di recupero, in modo da permetterti di risanare i brutti voti. Tutti gli studenti con insufficienze sono tenuti alla frequenza dei corsi di recupero (quando sono organizzati), e al termine di questi corsi i professori mettono alla prova le conoscenze acquisite con delle verifiche intermedie, mettendo a conoscenza le famiglie della situazione e dell’eventuale avvenuto recupero dei debiti scolastici.

Durante gli scrutini finali, ogni prof propone il voto finale. Questo deve essere proposto in base ad un giudizio motivato, che tenga conto dei risultati dello studente ad un congruo numero di verifiche durante l’ultimo trimestre o quadrimestre, ma anche che esprima una valutazione complessiva dell’impegno, interesse e partecipazione dimostrati in tutto l’anno. La proposta di voto tiene conto anche della pagella di metà anno e, in caso di debito al primo quadrimestre, anche dell’esito delle verifiche di recupero. Se uno studente, in sede di scrutinio finale, presenta insufficienze in una o più materie, il consiglio di classe valuta la possibilità che riesca a recuparlo entro il termine dell’anno scolastico, studiando da solo o attraverso corsi di recupero. Se il parere è positivo, il consiglio di classe sospende il giudizio finale e predispone le attività di recupero. Se invece lo studente non ha insufficienze, o ne ha tali da far credere ai professori che non possa recuperarle (o ha accumulato troppe assenze), il giudizio di promozione o non promozione viene espresso subito e comunicato alle famiglie.

Recupero debito scolastico

In caso di debito scolastico o formativo, sui quadri viene riportata l’ indicazione della “sospensione del giudizio”. La scuola, subito dopo lo scrutinio finale, lo comunica alle famiglie, per iscritto, indicando le specifiche insufficienze. A quel punto lo studente dovrà partecipare alle iniziative di recupero della scuola, o studiare per conto proprio, ma in questo caso le famiglie devono comunicarlo alla scuola. Dopo aver partecipato ai corsi di recupero o essersi preparato privatamente, lo studente dovrà sottoporsi ad una verifica, l’esame di recupero, per ogni materia in cui ha accumulato il debito scolastico: questa si deve svolgere obbligatoriamente entro l’inizio dell’anno scolastico successivo.

Esame di recupero del debito scolastico

Le verifiche di recupero del debito scolastico sono organizzate dal consiglio di classe secondo il calendario stabilito dal collegio dei docenti e condotte dai professori delle materie interessate. Dopo aver sostenuto le verifiche, il caso dello studente viene preso in esame dal consiglio di classe, che delibera la promozione o la bocciatura sulla base di una valutazione complessiva. Chi viene promosso si vedrà attribuire il punteggio di credito scolastico secondo quanto corrisponde al risultato raggiunto.

Aiuto per il debito scolastico

Se nonostante lo studio last minute degli ultimi mesi di scuola, ti becchi il debito scolastico, non ti arrendere: ancora non è detta l’ultima parola e la promozione è alla tua portata. Certo studiare durante l’estate non piace a nessuno, ma se pianifichi in maniera da studiare 2-3 ore al giorno non sarà poi così pesante e riuscirai a passare l’esame di recupero senza problemi. Se il tuo problema è semplicemente che non ti sei impegnato abbastanza durante l’anno, adesso avrai tutto il tempo per recuperare. Se invece durante l’anno hai avuto problemi di metodo di studio o una materia è stata particolarmente ostica, nonostante l’impegno, la cosa migliore è farsi aiutare. Assolda un compagno di classe particolarmente bravo, un parente o un conoscente esperto della materia.

Come sviluppare la Strategia SEO Per Un Blog

search engine marketingDefinire una strategia seo per blog è un’azione importante e che richiede diverse attività e conoscenze mirate a migliorare il posizionamento di un blog. Quando un cliente contatta un seo freelance perché ha bisogno di promuovere il proprio blog, ci troviamo a svolgere operazioni di vario tipo e che vale la pena riportare qui di seguito. Prima ancora che addentrarci nell’analisi del blog in sé, è necessario fare un passo indietro e analizzarne il settore di appartenenza poiché le dinamiche che regolano alcuni settori sono molte volte diverse rispetto a quelle di altri. Prima di concentrarci sull’analisi e la progettazione del nostro blog, dovremo quindi capire le dinamiche del contesto in cui si trova. E’ un’operazione tutt’altro che scontata e chi trascura quest’operazione si trova a non sfruttare pieno le potenzialità del blog. Dopo aver studiato le dinamiche del settore in cui il blog opera o andrà a operare, bisogna analizzare il pubblico verso cui il blog è rivolto.

Con che contenuti posso stimolarlo a tornare in futuro sul blog?

Una buona strategia SEO per un blog mette al centro di tutto l’esperienza e i gusti dell’utente, passa dall’altra parte dello schermo e indossa i panni della persona che visiterà il blog con i suoi gusti e le sue necessità. Quali sono le caratteristiche dell’utente a cui mi voglio rivolgere? Sesso, età, provenienza, etc. Che tipo di risposte deve fornire per risolvere i suoi problemi? Quali sono i canali di informazione che lui utilizza di più? Questi canali saranno fondamentali per creare strategie ad hoc. Con che contenuti posso stimolarlo a tornare in futuro sul blog? La ricerca delle parole chiavi migliori è uno degli step più importanti nella progettazione di una strategia SEO per il blog. Ci sono due scuole di pensiero: chi dà un’importanza esasperata – e per certi versi esasperante – alle keyword, e chi d’altro canto le sottovaluta consigliando di concentrarci principalmente sulle intenzioni di ricerca dell’utente.  Ci sono diversi modi per scoprire quali sono le parole chiavi ad alto volume di ricerca per le quali voler far posizionare il nostro blog.

Un esempio facile di long tail keyword: hotel bologna vicino aeroporto.

Un metodo gratuito è quello di guardare il Keyword Planner di Google (bisogna registrarsi per poterlo visualizzare) anche se dal punto di vista della grafica non è il massimo. Esistono comunque anche tanti altri strumenti che permettono di guardare i volumi di ricerca delle keyword, cercando su Google ne troverete molti. Oltre a guardare i volumi di ricerca delle keyword secche, è molto utile guardare anche le long tail keyword che sono keyword più lunghe e per definizione sono composte da almeno 4 parole. Le long tail keyword hanno dei bassi volumi di ricerca se prese singolarmente ma se vengono sommate nel loro complesso generano dei volumi di traffico molto alti. Un esempio facile di long tail keyword: hotel bologna vicino aeroporto. Anche qui esistono diversi siti che ti permettono di spiare quali sono le keyword migliori dei competitor, alcuni anche molto costosi e per questo motivo per un’analisi più approfondita è sempre meglio rivolgersi a dei professionisti. Attraverso una consulenza SEO e con tutti i vari strumenti che ha a disposizione, sicuramente un’agenzia può fornirvi un servizio completo e affidabile.

  1. SCAMBI: MERCATO
  2. Evitare contenuti duplicati
  3. “Cura fimosi serrata”
  4. Post divertenti e simpatici
  5. Definizione della strategia per il miglioramento della Link Popularity
  6. Analizzare se i visitatori arrivano attraverso le parole chiave che ci interessano

Bene, adesso che avremo stilato una lista di keyword per noi interessanti, è ora di guardare quanto sarà difficile posizionarsi per ognuna di loro. Naturalmente andare a competere per le keyword a più alta concorrenza implica la creazione di testi di altissima qualità e una campagna di valorizzazione del blog che richiede tanti investimenti in tempo e denaro. Una volta che abbiamo individuato le keyword per le quali puntare nella nostra strategia SEO per il blog, è tempo di stilare un calendario editoriale attraverso il quale sviluppare e pubblicare i contenuti. Preferite la qualità alla quantità. Se qualcuno vi suggerisce di pubblicare più articoli possibili, beh, non state a sentirlo. Finire in alto su Google non è una gara a chi pubblica più articoli su un determinato tema, altrimenti il tutto si ridurrebbe a una gara a chi pubblica di più. Anche pubblicare pochi articoli al mese va bene, l’importante è che siano di alta qualità.

Ora sei pronto a crearti una strategia SEO base per il tuo blog.

Dedicate ogni tanto del tempo ad aggiornare gli articoli vecchi. Dei contenuti non aggiornati, soprattutto per settori a rapida evoluzione come quello tecnologico, comportano un alto e rapido tasso di abbandono da parte dell’utente con ripercussioni anche dal punto di vista della SEO. Fate sì di avere sempre dei contenuti aggiornati, dedicare una parte delle vostre attività nello spolverare le cose più vecchie non può che fare bene. Ultimo ma non ultimo, è importante non dimenticare che la SEO non è solamente qualcosa di semantico ma anche di tecnico, pertanto una strategia SEO per un blog non può non pianificare miglioramenti tecnici del proprio sito. Progettare un miglioramento di un blog da un punto di vista tecnico vuol dire mettere in conto tutta una serie di misure volte a far sì che il sito abbia una struttura e delle performance migliori. Migliorare la velocità del sito (molti non lo sanno ma la velocità di un sito è uno dei fattori più importanti ai fini della SEO). Sistemare tutti gli errori che derivano da un’accurata analisi SEO del sito. In quest’articolo del nostro blog potete trovare tutte le informazioni necessarie sul come fare un’analisi SEO di un sito web. Nel caso un blog sia già attivo e abbia dei link, controllare e sistemare i link interni e i link in ingresso. Ora sei pronto a crearti una strategia SEO base per il tuo blog. Se hai bisogno di una strategia più approfondita non esitare a scriverci sui nostri social o direttamente sul nostro sito alla sezione CONTATTI MENFORD.

Nella savana dei social media sei leone o gazzella?

Che tu sia un’azienda, un libero professionista o un artista, l’importanza di essere presente almeno sui principali social network è ormai assodata, per non dire scontata. Si rivela meno banale trovare un modo per acquisire su queste piattaforme la visibilità che ogni attività si merita.

O meglio trovare un sistema per sfruttare al massimo queste pagine social per ottenere la tanto agognata notorietà. La competizione è elevatissima, un po’ in tutti i settori ormai, e , possiamo dirlo, si tratta di una guerra senza esclusione di colpi.

Dietro la promozione della maggior parte delle aziende o degli artisti che compaiono per primi sui social ci sono spesso degli investimenti economici considerevoli e la realizzazione e gestione di campagne online e offline di enorme portata.

Nel settore musicale e in quello cinematografico uno dei canali social più usati è Youtube, la famosa piattaforma di streaming video nata nel 2005 ed acquisita da Google nel 2009.

Su Youtube vengono riposte le speranze di decine di migliaia di cantanti, musicisti, registi e attori (dagli esordienti a quelli di fama internazionale) e spesso dall’esito dei video che lì verranno pubblicati dipendono i loro destini professionali, quindi come già detto la competizione e gli investimenti pubblicitari sono elevatissimi.

Lo stesso discordo vale per Facebook, dove però cambiano i protagonisti: tra i principali creatori di pagine social (non di profili privati) ed investitori troviamo soprattutto le aziende, realtà commerciali appartenenti a vari settori che si contendono i clienti a suon di fans e di likes sui propri post.

Un’altra piattaforma molto famosa, anzi divenuta ancora più famosa recentemente in seguito al suo acquisto da parte di Facebook, è Instagram. I personaggi che più cercano di rendere Instagram un trampolino per il proprio successo sono in questo caso in particolare i vip e gli aspiranti tali.

Infine come non citare almeno al volo Twitter, uno dei più vecchi social media, reso celebre dalla caratteristica brevità dei messaggi postabili (attualmente 280 caratteri), che però negli anni ha saputo guadagnarsi un numero di utenti piuttosto consistente. Un’ audience fatta perlopiù di giornalisti, di impiegati nel terzo settore, quello dei servizi, e in ambito culturale. Anche loro, manco a dirlo, tutti fortemente motivati ad ottenere popolarità per sé o per i messaggi che intendono diffondere.

Ma come si muovono su questi social media tutti costoro per raggiungere una fetta di pubblico sempre più ampia e sbaragliare la concorrenza? Come dicevamo è una sorta di guerra dove nessuno risparmia mezzi ed energie.

Si va dalla richiesta effettuata personalmente ad amici, parenti e conoscenti per elemosinare qualche like o follower, all’acquisto di segnali sociali tramite agenzie specializzate come Viralmarket, passando per le campagne organiche rese possibili dagli stessi social networks.

Ognuno di questi advertiser predilige l’uno o l’altro metodo oppure ne usa vari, quello che conta è che come nel celebre (lui si) aneddoto del leone e della gazzella che ogni mattina si alzano e iniziano a correre, anche nel social media marketing tutti i giorni milioni di marketer corrono, inseguendo speranze di successo.

Autore: Andrea Vittorini